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MITE - Musicboom.it

…questo Mite, cd firmato da Marco Sanchioni, è davvero un bel lavoro. E ve lo dico così: senza mezzi termini. Con la medesima spontaneità che aleggia sul lavoro in questione.

Luca D’Alessandro – www.musicboom.it

DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Undergroundzinewebzine.weebly.com

“Gli intellettuali non salveranno il mondo”, “Il mio girotondo” , “Bimbi di pietra”, “Canzone per me”, “Il potere è adesso” e “Sopravvivere vivendo” sono canzoni che segnano il passo di questo album e che indicano la strada percorsa da Marco. Come vi dico da parecchio fate vostro il cd per poter meglio apprezzare i suoni e le melodie composte da Marco.

Molto curata la post produzione, gli arrangiamenti e le orchestrazioni. Purtroppo a parer mio la pecca è che il rimando con Guccini è abbastanza immediato, sia per le tematiche che per il metodo di espressione e persino per la lieve imperfezione di pronuncia con la erre moscia molto simile al cantautore bolognese, il che credo sia una “croce e delizia” per Marco, perché certamente glielo avranno già fatto presente e sicuramente la cosa ha avuto delle ripercussioni sia nel bene che nel male nella sua carriera.

Concludo questa mia consigliando principalmente questo lavoro a chi è appassionato della musica d’autore italiana con testi impegnati e con spessore. A Sanchioni non mi resta solo che augurargli di proseguire in questo modo, sperando che le nuove composizioni si distacchino leggermente come attitudine da Guccini e dal “cantautorato” di fine anni ’70 ed ’80.

Alessandro Schumperlin

10 ANNI DOPO - L'isola che non c'era di Giuseppe Bottazzi

Sanchioni, di origini toscane, che ha nelle sue corde differenti stili musicali, riesce a colorare ciascuna delle sue canzoni con grande garbo, con uno stile che potremmo definire artigianale ed in sottrazioni. I suoni, infatti, non sono mai ridondanti ma semplici, essenziali ma efficaci per descrivere il clima di ogni brano proposto.10 anni dopo è un lavoro che rende merito ad una scrittura che si è evoluta nel tempo e l'anno di composizione dei vari brani, come indicato nel libretto allegato al cd fa ben comprendere il percorso artistico intrapreso nel corso in questo decennio.

A voler ben ascoltare, il nuovo album potremmo definirlo “minimalista”, nel senso migliore del termine. Come dicevamo prima i suoni sono morbidi, delicati, low-profile, mentre i testi si srotolano con grande immediatezza ed in ognuna delle situazioni cantate è quasi naturale sentirsi parte della storia. Sanchioni, che di anni ne ha quarantaquattro. Marco Sanchioni rappresenta un’angolatura particolare del cantautore odierno che, rispetto alla leva degli anni '90, e si trova nelle condizioni di dover combattere con un mercato discografico sempre più asfittico e difficile da interpretare ed affrontare.

Certamente fa onore a lui, e ai tanti suoi colleghi, il coraggio nel non volere cedere le armi ma continuare a produrre cercando di tenere alto il livello della qualità artistica. Ora, che non si aspettino altri dieci anni....

Giuseppe Bottazzi

DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Musicamag.com

Detto questo, non vanno trascurate le reali doti creative di Sanchioni. I testi sono per lo più interessanti ed efficaci, spesso ironici, incisivi. Anche dal punto di vista musicale, composizioni ed arrangiamenti rivelano una certa ricerca, ed una band di musicisti competente ed affiatata. Molto interessanti per esempio l'avvio della prima traccia "Gli intellettuali non salveranno il mondo"giocato su un violino "arrabbiato", e sapienti, volute dissonanze, nonché l'uso originale di chitarra elettrica, percussioni e "suoni quotidiani" inseriti in diversi pezzi. Tutto sommato un lavoro in cui si riscontrano ben poche pecche. Sono occasioni come questa, quelle in cui vien da pensare a come, nel giro di relativamente pochi anni (una ventina o poco più) le difficoltà ed i problemi dei musicisti che vogliono far conoscere la propria opera si siano trasformati quasi capovolgendosi. Un tempo era la difficoltà oggettiva a raggiungere il pubblico e riuscire a far sentire il proprio lavoro ad ostacolare chi si cimentava nella creazione musicale. Oggi, al contrario, è la quasi eccessiva facilità di diffusione data dal web, a generare un "mare magnum" di produzioni musicali che ha travolto il potenziale uditorio. Ingoiando, sommergendo, ed infine livellando un po' tutto e tutti. Facendo sì che lavori pur di buon livello come questo finiscano per confondersi in un non meglio identificato "già sentito". Per questo motivo consigliamo sempre - e nel caso di autori con ottime potenzialità come Marco Sanchioni - un ulteriore sforzo di originalità per arrivare a distinguersi dalla massa.

Maurizia Vaglio

DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - lultimathule.wordpress.com

Autoprodotto come il predecessore, Dolcemente gridando sul mondo ha messo in mostra uno stile in sintonia con quello abituale, benché nel complesso più eclettico e attento ai dettagli, e un’ispirazione sempre vivida; undici episodi pieni di energia – sia fisica, sia emotiva – che regalano melodie accattivanti, profondità di atmosfere, trame rock non banali, testi articolatissimi e qua e là terminologicamente inusuali interpretati con voce potente ma dotata di una sua affascinante fragilità. I temi sviluppati nei versi (in rima, per lo più) intrecciano la sfera privata con quella pubblica, ma al di là delle storie personali narrate il “messaggio” punta all’universale. Lo dimostrano i tre singoli finora presentati, espliciti nel denunciare malesseri e “inadeguatezze” comuni a tanti: da Canzone per me, concettualmente analoga alla celeberrima L’avvelenata di Francesco Guccini, alla più avvolgente Gli intellettuali non salveranno il mondo, fino a Sopravvivere vivendo, dove le trame tornano a farsi ruvide e incalzanti. Rimarchevole pure lo sforzo promozionale, giacché tutti e tre sono stati accompagnati da videoclip ineccepibili sotto il profilo della professionalità ma solo in un caso – il secondo, d’animazione: bellissimo – adeguati allo scopo: video così focalizzati sul protagonista funzionano per i volti arcinoti e non per quelli anonimi, a meno che dietro non abbiano idee originali e davvero d’impatto.
Poi, ok, i motivi della mancata affermazione di Marco non risiedono nel marketing “sbagliato”, in alcune immagini poetiche che è possibile trovare fastidiose o in qualche piccolo intoppo nel flusso delle parole. Sarà un problema di atteggiamento, di non sapersi muovere bene, di sfiga o di questi tempi balordi in cui per far strada nella musica non basta essere compositori e interpreti di qualità ma si deve essere “personaggi”. L’importante, dato che gli voglio un gran bene, è che lui se la viva serenamente, come sembra voler chiarire nella strofa conclusiva di quellaCanzone per me che va reputata il suo manifesto:
“Se già tutto previsto e imprevisti nessuno
Rimango in disparte come un orso bruno

Gustando del miele d’acacia raccolto
E zampate nel culo per chi ride stolto
Godermela in ogni momento

È l’unico intento il più vero che c’è
Sia malgrado i soloni ed i rompicoglioni
Sbraitanti fra quelli che sono con me
Come me”
Che in fondo è un po’ come dire “Ho tante cose ancora da raccontare / per chi vuole ascoltare / e a culo tutto il resto”. Per quel che può valere, ad ascoltare le storie di Marco Sanchioni io continuerò ad esserci. E ne attendo tante altre ancora.

Recensore: Federico Guglielmi

DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Paperblog.com

La gran parte del lavoro, a parer mio, suona però come "già sentito"; in alcuni brani somiglia ad una sorta di "Guccini arrabbiato", in altri prende a prestito sonorità di un certo indie-rock americano. Non deve sembrare una stroncatura del disco, comunque interessante, né dell'artista, le mie sono solo impressioni da ascoltatore (in questo aiutato da più di 40 anni di esperienza!). Ho sempre grande rispetto per chi fa musica a tutti i livelli...Ho cercato di lasciare da parte i miei gusti ed essere il più oggettivo possibile, ascoltando più volte l'intero album... il risultato però non cambia: un disco interessante, ben realizzato e con qualche spunto degno di nota (il brano che preferisco è l'ultimo "Resistenza Passiva"... ma si tratta ancora di gusti personali) che però, in generale, regala poche emozioni.

Silvano Debenedetti