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DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Undergroundzinewebzine.weebly.com

“Gli intellettuali non salveranno il mondo”, “Il mio girotondo” , “Bimbi di pietra”, “Canzone per me”, “Il potere è adesso” e “Sopravvivere vivendo” sono canzoni che segnano il passo di questo album e che indicano la strada percorsa da Marco. Come vi dico da parecchio fate vostro il cd per poter meglio apprezzare i suoni e le melodie composte da Marco.

Molto curata la post produzione, gli arrangiamenti e le orchestrazioni. Purtroppo a parer mio la pecca è che il rimando con Guccini è abbastanza immediato, sia per le tematiche che per il metodo di espressione e persino per la lieve imperfezione di pronuncia con la erre moscia molto simile al cantautore bolognese, il che credo sia una “croce e delizia” per Marco, perché certamente glielo avranno già fatto presente e sicuramente la cosa ha avuto delle ripercussioni sia nel bene che nel male nella sua carriera.

Concludo questa mia consigliando principalmente questo lavoro a chi è appassionato della musica d’autore italiana con testi impegnati e con spessore. A Sanchioni non mi resta solo che augurargli di proseguire in questo modo, sperando che le nuove composizioni si distacchino leggermente come attitudine da Guccini e dal “cantautorato” di fine anni ’70 ed ’80.

Alessandro Schumperlin

La pace elettrica - weloveradiorock.com

La prima volta che sentii nominare Marco Sanchioni fu grazie a una delle gloriose compilation che il Mucchio Extra allegava alle uscite trimestrali: interpretava Non è Francesca in un tributo a Lucio Battisti, circa 15 anni fa. Si era in epoca pre-social (o, quantomeno, non ne eravamo ancora così dipendenti), avevo già scordato i trascorsi radiofonici e non scrivevo di musica: c’erano tutte le condizioni perché mi scordassi di questo cantautore marchigiano.
Ma la rete consente di scovare l’impossibile e il tubo mi forniva ulteriori testimonianze, a comprovare una carriera iniziata nel 1986, anno in cui esordiva con un gruppo d’ispirazione indie, guardando sia agli U.S.A. che alla Terra d’Albione. Lasciata da parte l’esperienza con gli A Number Two e abbracciata l’idea di esprimersi in italiano, le fasi successive lo vedono transitare dal folk della formazione urbinate Gli Ossi alla definitiva veste solista, distillando lungo il percorso varie pubblicazioni di demo, ep e ben tre album.
Superata la soglia dei 50 anni, Sanchioni ha pensato di far confluire tutte le sue anime musicali in un nuovo album, non a caso intitolato “La Pace Elettrica”, quasi a sancire il dualismo tra un rock che non ha nulla da invidiare ai modelli ispirativi e ballate acustiche d’impronta cantautorale.
Inaugurato da L’Alternativo è Conformista, un brano gucciniano (certo in virtù di una certa somiglianza vocale, accresciuta dalla caratteristica pronuncia della lettera r, ma anche a livello testuale e musicale), l’album sterza subito verso La Felicità Non Può Attendere, canzone che rimanda inevitabilmente al canone di Bob Mould per quanto attiene all’atteggiamento nei confronti di un certo modo di proporre rock and roll a metà strada tra punk e pop, ma non si pensi che si tratti di pedissequa riproposizione: Marco è un autore personale anche se non nasconde le influenze.
Ed è questo, come si diceva, il leitmotiv di un disco davvero riuscito, incorniciato da una bella copertina, curato nella grafica (è allegato un libretto che riporta i testi, ed è un bene perché sono molto interessanti).
Rock d’autore (Pianeta MeravigliosoFossili e Qualcosa Che Non Ho, nella quale suonano il bassista Valerio De Angelis e Luca Bacelli al violoncello, cui si affianca la viola di Luca Nicolini), ballate acustiche, o quasi (Amore SporcoChiuso In CasaPresenza, caratterizzata da un finale acido in odor di psichedelia), incroci tra R.E.M. e Hüsker Dü (Meglio Il Giullare Del ReGiovedì Grasso), il tono declamatorio de La Terra Trema, tutta giocata sulle chitarre di Sanchioni e Simone Cardinetti (che si occupa di tutte le parti soliste), la chiusura affidata a Canzone Dei Miei Silenzi, spolverata dal piano di Alessandro Castriota, che va ad aggiungersi agli onnipresenti Diego Romagnoli (batteria)e Alessio“Vinz”Vincenzetti (basso).
Lasciatevi coinvolgere da queste canzoni sincere e limpide, che raccontano storie nelle quali possiamo identificarci o che suscitano ricordi vissuti di riflesso. E visto che è appena passato, come non sentire risuonare “dentro” le parole di Giovedì Grasso:

“Luigi aveva un sospetto,
il Pirandello reietto:
le mascherine non sono fantasia,
ma medicine per l’anestesia.
E mascherarsi quant’è reale,
il mondo è solo un grande Carnevale”.

Ma Sanchioni non si nasconde, non cede al rito della maschera: fa la sua musica, tiene concerti molto apprezzati, scrive testi intelligenti. Gran bel disco.

Massimo Perolini

weloveradiorock.com

DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Paperblog.com

La gran parte del lavoro, a parer mio, suona però come "già sentito"; in alcuni brani somiglia ad una sorta di "Guccini arrabbiato", in altri prende a prestito sonorità di un certo indie-rock americano. Non deve sembrare una stroncatura del disco, comunque interessante, né dell'artista, le mie sono solo impressioni da ascoltatore (in questo aiutato da più di 40 anni di esperienza!). Ho sempre grande rispetto per chi fa musica a tutti i livelli...Ho cercato di lasciare da parte i miei gusti ed essere il più oggettivo possibile, ascoltando più volte l'intero album... il risultato però non cambia: un disco interessante, ben realizzato e con qualche spunto degno di nota (il brano che preferisco è l'ultimo "Resistenza Passiva"... ma si tratta ancora di gusti personali) che però, in generale, regala poche emozioni.

Silvano Debenedetti

MITE - Altatensione.it

…i temi trattati spaziano nella vita di tutti i giorni, amore, il bello e il brutto di vivere, illusioni e realtà...è, fondamentalmente, un lavoro valido, ben suonato, mai eccessivo, ben interpretato, ottimamente registrato e discretamente arrangiato...Sanchioni può farne di strada...

John Lorena – www.altatensione.it

MITE - Musicboom.it

…questo Mite, cd firmato da Marco Sanchioni, è davvero un bel lavoro. E ve lo dico così: senza mezzi termini. Con la medesima spontaneità che aleggia sul lavoro in questione.

Luca D’Alessandro – www.musicboom.it

MITE - Kronic.it

Colpisce per la sua freschezza questo album di Marco Sanchioni, "il cantautore punk" come ormai molti amano definirlo(….) Senza dubbio la forza di Marco Sanchioni è proprio nell`immediatezza con cui riesce a comunicare, nei testi a volte riflessivi ed altre volte ironici ma mai elaborati(…)Un lavoro che ha sicuramente la freschezza e l`immediatezza che certi “grandi nomi” del rock radiofonico ricercano inutilmente da anni…

Roberto Bonfanti – www.kronic.it